La congiuntura

L’analisi congiunturale condotta dalla CCIAA di Gorizia, che prende in considerazione i dati del primo semestre 2010 è da analizzare con calma.

Per il secondo semestre le previsioni indicano tutte le variabili sostanzialmente stabili, testimoniando il probabile definitivo arresto della caduta dei principali valori industriali.

Come sempre, le variabili oggetto di indagine sono state: ordinativi, produzione, vendite, fatturato, costi di acquisto, costo del lavoro, oneri finanziari, prezzi di vendita.I dati sono pubblici e chiunque può andare a vederli, ma quello che più mi ha colpito, anche se me lo aspettavo, è la lista delle maggiori difficoltà riscontrate dalle imprese nei primi sei mesi dell’anno, che sono:

  1. Riscossione dei crediti (26%)
  2. Oneri legislativi e burocratici (21%)
  3. Sbocchi su nuovi mercati (20%)
  4. Accesso al credito (10%)
  5. Costo del lavoro (10%)
  6. Approvvigionamento dai fornitori (7%)
  7. Reperimento personale (4%)
  8. Contrazione del mercato e degli ordini (2%)

Ci si rende conto, da questa scaletta che alle aziende, sostanzialmente, il lavoro non manca. Quello che manca è la liquidità, e una politica governativa che riduca balzelli e costi e un sistema bancario che rilanci l’azienda Italia.

Infatti, al terzo posto della scala c’è la difficoltà di sbocchi su nuovi mercati. E’ chiaro che le aziende non possono riuscire ad essere competitive nel mondo se soffrono finanziariamente e sono oberati da tassazioni e oneri.

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