La microipresa ? Che muoia

Oggi ho scoperto che il Fondo per le piccole e medie imprese non è accessibile dalle piccole è medie imprese.
La micro impresa, quella che secondo l’Istat rappresenta il 97% delle aziende manifatturiere italiane non potrà mai usufruire del fondo suddetto. Il Fondo, gestito dalla Sgr (Società di gestione del risparmio), bandiera di salvezza per l’impresa italiana, sponsorizzato dal Ministro Tremonti, servirà alle imprese italiane che manifesteranno la propria intenzione di accrescere le loro quote di mercato, soprattutto all’estero.Ogni possibile investimento sarà valutato sulla base di diversi elementi, come la validità del piano industriale, il progetto di sviluppo e la capacità del management di portarlo a termine.
Già il termine “management” mi aveva fatto riflettere. Non è propriamente la parola adatta a definire chi governa la micro impresa italiana. Infatti, quando ho letto più attentamente il programma del Fondo, ho scoperto che si rivolge ad aziende che oggi presentano fatturati compresi tra 10 e 100 milioni di Euro. Alla faccia della piccola impresa.
Che cosa ne sarà di quella galassia di microimprese, che occupano milioni di posti di lavoro che oggi non raggiungono neppure il milione di fatturato? Ma chi fa queste leggi, conosce il tessuto imprenditoriale italiano?
Ad una interrogazione presentata in commissione Attività produttive della Camera da Maino Marchi, il sottosegretario dell’Economia Sonia Viale ha risposto che l’unica via di accesso al fondo per le microimprese è quello di consorziarsi, anche perché i tempi di gestione delle pratiche, se il limite inferiore fosse portato ad un milione di Euro di fatturato, sarebbe ingestibile, dovendo analizzare 24.000 imprese in cinque anni, inoltre le Pmi non presentano una struttura manageriale, organizzativa di pianificazione e controllo inadeguati a rispondere ai requisiti minimi del progetto.
Ma allora, sorge spontanea la domanda. Perché al fondo è stato dato quel nome?