La visione corta di chi la sa lunga

il-sole-24-ore-logoHo trovato su Il Sole 24 Ore questo articolo che vi consiglio di leggere.

Sono perfettamente d’accordo con quello che è stato scritto, meno che con l’incipit “Quando la crisi economica finirà – perché finirà, come sono finite tutte…”. Questo perché, secondo me, tutti i commentatori economici, compreso il redattore di questo articolo, guardano ad un orizzonte temporale troppo breve per poter formulare delle ipotesi. L’orizzonte temporale è rappresentato dalla storia contemporanea, e anche meno, ossia dalla prima rivoluzione industriale ad oggi.

Io credo, invece, che la crisi, almeno per l’Italia, non finirà. Non solo non finirà presto, ma non finirà in termini assoluti, a meno che non succeda qualcosa di veramente biblico.
Secondo me l’Italia si trova nell’attuale situazione per i seguenti motivi:

  1. Apparato statale allucinante che provoca un debito pubblico enorme che non riusciamo a colmare con le entrate correnti
  2. A causa di questo abbiamo un livello di pressione fiscale insostenibile
  3. A causa di questo abbiamo un costo previdenziale che non rende competitive le nostre imprese

Che cosa hanno fatto gli imprenditori per difendersi da questo:

  1. Le grandi aziende hanno delocalizzato e abbandonato l’Italia
  2. Le piccole imprese, che operano come terzisti delle grandi imprese, stanno fallendo ad una ad una perché non hanno più Clienti, avendo le grandi imprese delocalizzato.
  3. Le piccole imprese, prima di fallire, stanno cercando disperatamente degli sbocchi all’estero, ma poche ce la fanno. Soltanto quelle che non basano la propria competitività soltanto sul prezzo. E sono veramente poche.

Questo ha prodotto:

  1. Crollo del PIL (anche se come indicatore si è dimostrato inadeguato)
  2. Crollo della capacità di spesa da parte dei cittadini italiani
  3. Aumento ed inasprimento della fiscalità per coprire i costi di struttura che con una economia in corsa si riuscivano ancora a coprire

Questa spirale negativa, se non interrotta, non potrà che portare ancora di più ad un crollo del nostro sistema economico.

Che cosa dovremmo fare?

  1. Diminuire le tasse
  2. Dimezzare gli oneri finanziari
  3. Mandare a casa più di metà di quelli che lavorano nella PA e privatizzare moltissimi servizi, con un piano di riassorbimento dei dipendenti pubblici nelle imprese private che, nel frattempo, ritornerebbero ad essere competitive (ovviamente qui si apre un quadro di conflitto sindacale enorme)

C’è qualcuno in grado di fare questo in questo momento in Italia? Direi assolutamente di no. Quindi:

  1. Continueremo nella china discendente fino al default (non lo provocheremo ad arte, ma arriverà da solo)
  2. Verremo commissariati dall’Europa e…poi non so cosa succederà.

Non si può, però, pensare che la crisi finirà. Non si può guardare, come dicevo prima, ad un breve orizzonte temporale. Bisogna scomodare gli Egizi, gli antichi greci, l’impero romano. Civiltà splendenti, durate millenni o quasi, che sono comunque morte (con periodi di crisi lunghissimi, durati centinaia di anni).
Anche noi moriremo (come civiltà) perché non siamo stati e non siamo in grado di risollevarci perché, anche se i vari Letta sanno benissimo che cosa sarebbe necessario fare, nessuno può/vuole farlo. Perché i piccoli interessi personali, di chi ancora sopravvive, e bene, prevalgono sugli interessi di tutto il popolo.
L’errore che io vedo fare, ripeto, riguarda il continuare a ragionare sul breve e brevissimo, mentre la storia ci insegna che l’evoluzione ha i suoi tempi. Stiamo vivendo una nuova fase evolutiva, non so chi di noi riuscirà a vederne gli effetti.