Il mio primo triathlon sprint

Ne ho fatte di cose nella vita. Alcune buone, alcune meno buone, molte negative, ma alcune decisamente eccezionali.
Non sempre le cose eccezionali sono comprensibili agli altri.
Non dico che siano eccezionali per gli altri, ma sono eccezionali per me.
Il triathlon sprint di Oderzo è una di queste.
Certo, di quasi sessantenni che praticano sport di endurance ce ne sono molti, direi moltissimi.
Di vecchietti alla partenza, ma soprattutto all’arrivo delle maratone di tutto il mondo se ne vedono tanti.
Gente che ha trascorso una vita a correre, a consumarsi le cartilagini delle ginocchia, a lottare con il freddo, il caldo, la sete. A correre ogni santo giorno dell’anno.
Molti vecchietti nuotano, attraversano stretti, laghi, insenature. Altri vanno in bicicletta. Li vedi scorrazzare in gruppi più o meno  numerosi ai bordi delle statali, talvolta come se la strada fosse loro, come se partecipassero ad un loro personalissimo Tour de France.

E oggi sono tanti gli uomini maturi, ma forse maturi non è un termine preciso in questo caso, che si dedicano alla triplice. Il Triathlon, detto affettuosamente “la triplice”, un impegno fisico che porta a praticare in rigorosa sequenza tre prestigiosi sport: nuoto, ciclismo, corsa. O, come spesso si usa dire oggi: swim, bike, run.

Ma io non avrei mai pensato, poco più di nove mesi fa, quando il mio fisico era devastato da dieci anni di abbandono di qualsiasi attività sportiva e decisi di rimettere in gioco i miei muscoli, di riuscire a chiudere una gara che si chiama “sprint”, ma che che di sprint non ha proprio nulla, visto che i più bravi, per chiuderla ci mettono oltre 50 minuti. I vecchietti come me nuotano, pedalano e corrono per quasi un’ora e mezza.

E invece oggi ce l’ho fatta. A Oderzo ho partecipato alla mia prima gara di Triathlon sprint. 750 metri di nuoto, 20 chilometri in bicicletta e cinque di corsa. Un’ora e mezza di gara nel corso della quale mi sono tornate alla memoria tutte le ore che in questi nove mesi ho dedicato all’allenamento. Ad arrivare fin qui. Un momento di gioia grandissimo che credo si possa provare solo dopo averlo tanto voluto.