Città Comune un sereno confronto

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Il tavolo dei relatori. Da sinistra Diego Moretti, Consigliere regionale, io che sto parlando, Il Giornalista Roberto Covaz e il Sindaco di Ronchi dei Legionari, Roberto Fontanot

Ieri sera, come avevo preannunciato nel post precedente,  sono intervenuto come relatore in un convegno a Staranzano, organizzato dal dott. Franco Brussa, già Consigliere Regionale e persona attiva nell’ambito politico e sociale del Mandamento, Presidente della associazione Culturale LTS (Libertà Territorio Solidarietà), nel corso del quale ho esposto il mio studio in merito ai vantaggi della fusione dei Comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano.
Chi mi segue su questo Blog lo sa che io sono favorevole alle fusioni dei Comuni, una delle vie da percorrere per migliorare l’organizzazione e permettere l’erogazione di servizi al Cittadino che, in Comuni di piccole dimensioni, sono ormai impossibili per questioni di ordine economico.

Nel mese di giugno 2016 i Cittadini di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano saranno chiamati, attraverso un voto, ad esprimersi su un quesito referendario che punta a fare di questi tre Comuni, una unica Città Comune di quasi 50.000 abitanti.
La proposta referendaria è partita dal basso. C’è stata nel 2015 una raccolta di firme per indire questo referendum, indetta dall’Associazione “Città Comune”. La raccolta è andata a buon fine nei mesi estivi e ora tutte le forze politiche e sociali del territorio si stanno mobilitando per cercare di capire le motivazioni del si e anche quelle del no.

All’incontro ha partecipato anche il Prof. Franco Iurlaro del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Udine, che ha esposto uno studio che va a favore del no alla fusione.

Erano presenti Diego Moretti, Capogruppo PD in Consiglio Regionale, per il si e Roberto Fontanot, Sindaco di Ronchi dei Legionari per le ragioni del no, che sono stati intervistati dal giornalista de Il Piccolo, studioso del territorio isontino e monfalconese, Roberto Covaz, il quale ha poi moderato il dibattito nel corso del question time.

Va rimarcato che i dati portati da me e da Iurlaro sono assolutamente in linea, ed è interessante vedere come da informazioni assolutamente identiche si giunga alla fine a considerazioni diametralmente opposte. In pratica Iurlaro, nel suo studio, presta maggiore attenzione a quelle che lui chiama disparità culturali tra i tre comuni, mentre nel mio intervento si mette l’accento di più sui presunti risparmi che arriveranno, in caso di fusione, da economie di scala e da miglior sfruttamento delle risorse disponibili.

A breve, attraverso il contributo fattivo del Larem, Laboratorio di ricerca economico manageriale, dell’Università di Udine, si dovrebbe riuscire a pubblicare un testo che sia di uso al cittadino per poter scegliere con la testa e non con la pancia.