Una bella storia

1986 - Bimbi al Sass dla Crusc - Alta definizioneChe bella storia. La devo raccontare.
Tre settimane fa sono stato con degli amici a sciare in Val Badia e, tra i vari giri siamo saliti anche con la seggiovia che da un po’ di anni, arriva al Rifugio del Sasso della Croce (oggi si chiama Rifugio, una volta si chiamava Ospizio perché era stato costruito per accogliere i pellegrini che visitavano la chiesa).
In quel rifugio ho trascorso, a metà degli anni ’80 uno dei periodi più belli della mia vita. Assieme a Riccardo Crepaldi, mio compagno di cordata di allora, abbiamo arrampicato su tutte le più belle vie delle pareti del Sass dla Crusc che in quegli anni erano considerate tra le più difficili delle Dolomiti.
Dal 1987 non era mai ritornato in quel luogo.
Sceso dalla seggiovia avevo voglia di andare a rivedere il rifugio e magari ritrovare i gestori che mi accoglievano sempre come un figlio.
Se ti interessa questa bella storia … 
Ma non ne ho avuto il coraggio, perché avevo paura di rimanere male, avevo paura che il rifugio fosse diventato una tavola calda o qualcosa del genere. Per cui ho convinto gli amici di scendere con gli sci e fermarci in una baita più sotto.
Rientrato a casa, però, sono andato alla ricerca della foto che mi ritraeva sotto alla parete della montagna, assieme alle due piccole figlie del gestore. Sapevo di averla, perché quando i miei due figli erano piccoli li facevo sempre arrabbiare, mostrando loro la foto e dicendogli, per prenderli in giro, che quelle bambine erano le mie figlie di un matrimonio precedente.
Dopo una ricerca durata qualche giorno, scavando tra tantissimi ricordi conservati in vecchie scatole di cartone, ho trovato la fotografia.

Una volta in mano, non sapevo che cosa fare di lei, perché immaginavo che non sarei mai stato in grado di rintracciare quelle persone.
Ma Internet è grande, e Google è il suo profeta.

Ho digitato sulla tastiera del Mac “Ospizio Sasso della Croce Val Badia” e tra le migliaia di link, è uscito un indirizzo web del rifugio. Ma la sorpresa è stata nel leggere la storia del rifugio che dice testualmente: “Il rifugio Santa Croce vanta una tradizione familiare che continua ormai da 5 generazioni”.
In quel momento, leggendo quella frase ho realizzato che le due bambine ritratte assieme a me potessero essere le attuali gestrici. Ho fatto una scansione della foto e ho provato ad inviarla all’indirizzo e-mail del rifugio.

Nemmeno 10 minuti dopo ho ricevuto una risposta calorosissima da parte di Karin, la bimba mora ritratta nella foto, che oggi è mamma di due bambini, e che gestisce il rifugio assieme alla sorella Elena, la bimba con i capelli biondi sulle mie spalle.

Ma la storia non finisce qui. Qualche ora fa ho ricevuto un’altra e-mail, con questa foto allegata:

Libro del Rifugio

Il libro delle ascensioni al Sass dla Crusc con la registrazione di alcune mie salite

Karin è andata a cercare nel libro delle ascensioni (ogni rifugio ha un libro dei visitatori, ma il Rifugio al Sass dla Crusc ha un libro riservato soltanto agli alpinisti, per registrare soltanto le salite importanti) e ha trovato la registrazione di due salite mie e di Riccardo.

Un tuffo nel tempo, indietro di trent’anni esatti, ma soprattutto un tuffo al cuore, che ha battuto forte forte.

Karin e Elena grazie dell’emozione. Vi prometto che verrò a trovarvi presto.