Dieta paleo

Con questa serie di post, vediamo di illustrare le caratteristiche delle diete più famose al mondo, cercando di individuare i pro e i contro di ognuna di esse.
La dieta paleolitica si fonda sul principio che le nostre abitudini alimentari attuali siano in contrasto con il nostro patrimonio evolutivo e che la dieta ottimale sia quella dei nostri antichi progenitori.
Per milioni di anni nel corso della storia evolutiva, l’uomo è stato cacciatore-raccoglitore, ovvero si è cibato di frutta e verdura che trovava nel suo nomade vagabondare, e della carne degli animali che riusciva a cacciare. Soltanto dal neolitico, cioè da meno di 20.000 anni (nulla da punto di vista dell’evoluzione genetica) ha cambiato le proprie abitudini alimentari, introducendo i cereali, i legumi, il latte con i suoi derivati, e nell’ultimo secolo soltanto, i cibi raffinati.
I sostenitori della dieta paleo ritengono che la mancata corrispondenza tra la nostra genetica e le nostre attuali abitudini alimentari, sia responsabile del grande aumento dell’obesità, del diabete e di altre malattie croniche del nostro millennio.
A sostegno della propria tesi, Loren Cordain, il teorico di questo regime alimentare, porta diversi studi antropologici, nei quali si evidenzia che prima del Neolitico, i nostri avi paleolitici, avevano una statura più elevata, che si è notevolmente ridotta dopo l’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento, che non esistevano né l’osteoporosi né la carie dentale. Le morti avvenivano soprattutto per traumi e la vita media era molto più elevata che nei millenni successivi.

I principi fondamentali di questa dieta sono:

  • Evitare alimenti trasformati, cereali, legumi e latticini
  • Consumare carni magre, frutta, verdure e grassi sani
  • Il conteggio calorico non è promosso dalla dieta paleo
  • L’obiettivo primario è la qualità alimentare
  • Consumare una bassa quantità di carboidrati
  • Ridurre al minimo l’assunzione di amidi

In italiano esiste il testo base di Robb Wolf che spiega i principi di queste teorie.
Questa dieta non prevede regole rigide sui macronutrienti, ma suggerisce di adottare un alto contenuto di proteine, grassi e una riduzione della quantità di carboidrati.
Nei testi originali sulla Dieta Paleo, non ci sono indicazioniesplicite riguardo alla tempistica dei pasti. Si passa dai 5-7 pasti al giorno, al digiuno intermittente.

In pratica, non si dovrebbe mangiare niente che gli antenati paleolitici non potessero mangiare. In una dieta paleo non si devono consumare alimenti trasformati.

Chi può seguirla
La dieta paleo è indicata per quelli che vogliono concentrarsi sulla qualità e sul tipo di selezioni alimentari e che non voglio monitorare la quantità di cibo che consumano.
E’ ottimale per i celiaci, in quanto è tipicamente costruita come una dieta senza glutine, inoltre, alcune varianti vengono utilizzate come protocolli autoimmuni per le persone con difficoltà a trattare malattie autoimmuni.
Gli atleti, abituati a consumare grandi quantità di carboidrati, hanno oggettive difficoltà a seguire un regime alimentare del genere.

Inoltre, come altri regimi alimentari estremi, quali il veganesimo, che è esattamente il suo opposto, crea delle grosse difficoltà a poter vivere una vita sociale.
Sbilanciata fortemente verso il quantitativo proteico, potrebbe essere indubbiamente valida per brevi periodi di tempo, per ridurre la massa grassa a favore della massa magra.

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