Dieta South Beach

Con questa serie di post, vediamo di illustrare le caratteristiche delle diete più famose al mondo, cercando di individuare i pro e i contro di ognuna di esse.
La dieta South Beach è iperproteica e ipocalorica e si divide in tre fasi.
La prima fase dura due settimane, ma chi deve perdere molto peso può protrarla ancora per più tempo. È previsto il consumo di uova, pesce e carni magre, latticini a basso contenuto di grassi, qualche varietà di legumi, solo alcuni tipi di verdure, qualche noce o mandorla al giorno e infine i sostituti dello zucchero (che già questo basterebbe a squalificarla).
La frutta è vietata (e anche questo non è che pesi molto a suo favore).
Nella fase 2 si possono reinserire gradualmente i cereali integrali e la frutta a basso contenuto di zuccheri, il cioccolato fondente, e le verdure zuccherine, come le carote, le patate e la zucca, che prima erano vietate.
Nella fase 3, invece, è possibile mangiare come si vuole, anche se il consiglio rimane quello di evitare i cibi con alto indice glicemico, che è il valore che indica la velocità di innalzamento della glicemia in seguito all’assunzione di un alimento.
Con questa dieta si rischia di adottare abitudini nutrizionali molto scorrette, non è assolutamente bilanciata e, nella fase tre prevale l’ipocaloricità.
Insomma una dieta insostenibile che, come molte sue simili, porta a dei risultati immediati, che poi vengono immediatamente pagati con l’insuccesso e la ripresa dei chili persi. Inoltre, essendo molto sbilanciata, soprattutto nella prima fase e carente in fibre, a lungo termine può rappresentare un fattore di rischio per la salute.

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