Ogni tanto non ceno

Da quando ho scoperto che cosa siano i ritmi circadiani, mi viene da dire che siamo tutti figli di Circadio, che non ho ancora ben capito cosa sia, ma non importa, quello che conta è il risultato.
Scherzi a parte, che il ritmo sonno-veglia abbia un impatto sul metabolismo, esattamente come la distribuzione dei pasti nel corso della giornata, non è una cosa nuova in ambito scientifico.
Lo abbiamo visto anche in altri post  che la colazione abbondante è molto importante, sia per dare una spinta positiva alla nostra giornata, ma soprattutto per dare al nostro ipotalamo, un segnale di “ricchezza”, in grado di attivare il metabolismo e favorendo lo sviluppo di massa magra e la riduzione di massa grassa.
Siamo figli di una genetica che arriva da lontano, si è formata nei milioni di anni di evoluzione, nel corso dei quali procurarsi il cibo era una cosa molto difficile, e la principale attività della giornata, e il nostro corpo è costruito per sopravvivere in caso di scarsità di cibo. Un segno di abbondanza di primo mattino, fornito da una colazione abbondante, è letto come sicurezza di sopravvivenza e porta il corpo a non accumulare, ma, al contrario, a consumare.

 

Ma oggi vorrei parlarvi dello short fasting, ovvero del digiuno breve, da non confondersi con le pratiche di digiuno tipiche delle culture orientali, ma presenti più o meno anche in tutti i più antichi testi religiosi. Il digiuno breve è un tempo di circa 15 ore che intercorre tra l’ultimo pasto della giornata e la colazione. Quindi, facendo due conti, si “cena” alle 5 del pomeriggio e si fa colazione alle 8 di mattina .
Sembra che il vantaggio a fare ciò (non ogni giorno, ma una, due volte alla settimana) sia la modifica della composizione corporea e uno stimolo al dimagrimento.
Questa pratica viene proposta da molti autori e non si basa su credenze bibliche, ma su osservazioni cliniche.
Molti studi, alcuni datati e altri molto recenti, hanno evidenziato che i geni coinvolti nel metabolismo glucidico, quello degli zuccheri, presentano dei comportamenti variabili nel corso della giornata, adattandosi ai ritmi di ognuno di noi.

 

 

Che cosa consigliano i nutrizionisti che propongono questa pratica? Il consiglio, parte come sempre, da una abbondante colazione, in modo da attivare il metabolismo, cui seguirà un pranzo e una cena bilanciate, non facendo trascorrere più di 12 ore tra la colazione e la cena (se la colazione è alle 7:30 bisogna cenare entro le 19:30).
In quei uno, due giorni alla settimana in cui si pratica il digiuno breve, la cena, praticamente, viene anticipata di quelle ore che permettono poi di tenere almeno 15 ore tra la “cena” e la colazione.

Questa pratica dovrebbe permettere, sostenuta dalla solita attività sportiva, di migliorare l’utilizzo della massa grassa a favore dello sviluppo di massa magra.
Bene, io dalla prossima settimana voglio iniziare a provarla. Poi vi saprò dire se ha avuto effetti … sia positivi che negativi.

Stay tuned