Camminare per combattere lo stress

Troppo spesso, soprattutto sulle riviste patinate o nei Gruppi Facebook dedicati alla remise en forme, leggo di persone che pensano di iniziare a mettersi in moto, incominciando a correre. Secondo la mia esperienza personale, questo potrebbe essere un errore gravissimo, soprattutto se la persona è ferma sul divano da molto tempo e, magari, si trova in sovrappeso. E questo è proprio il caso più frequente, infatti la spinta principale a mettersi a correre è proprio la speranza di dimagrire. Il problema è che quasi tutti i siti che sfornano consigli per perdere peso, presentano la corsa come il sistema migliore per farlo, sorvolando su tutti quelli che sono i problemi che la corsa presenta. Inoltre, da quanto leggo, sembra sempre che ci si rivolga a persone giovani, non muscoli legamenti e articolazioni elastiche. Purtroppo non sempre è così, anzi, quasi mai. Chi partecipa a quelle discussioni, o legge quegli articoli, normalmente non sono più giovani, nel senso stretto del termine, non hanno le articolazioni a posto e non hanno un “core” muscolare sufficiente a sostenere gli impatti della corsa sulla colonna vertebrale e sulle articolazioni delle gambe. Inoltre non si considera mai che le persone in oggetto, non è che siano a casa a sollazzarsi tutto il giorno, ma mediamete passano buoa parte della propria giornata al lavoro e sui mezzi pubblici o in auto per andarci e ritornare. Una situazione, pertanto di stress che può andare, a seconda dell’impego, da stress moderato a elevato. Pertanto una attività impattante come la corsa, influisce negativamente anche sullo stress organico che già è alto di suo. Chissà perché, pochissimi consigliano, invece la camminata come strumento per riprendere coscienza del proprio corpo, iniziare a perdere i primi chili di grasso più importanti e iniziare a formare quella massa magra che potrà, in seguito, servirci per poter dedicarci alla corsa o ad altre impegnative attività sportive. Inoltre, camminare ci aiuta ad aprire la nostra mente, a schiarirci le idee e ad uscire dalla routine di tutti i giorni. Camminare è una attività semplice, che sappiamo fare perché la pratichiamo tutti i giorni da quando avevamo poco più di un anno. Ci viene naturale e, quindi, non ci impegna più di tanto il cervello. Niente tabelle, battiti cardiaci da controllare, tempi, pendenze, cadenze, dislivelli. Niente di tutto questo, solo camminare e guardare attorno a se la natura che vive. Si tratta di un gesto semplice e liberatorio, che fa bene sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ci mette in moto, mette in moto il mostro metabolismo addormentato, ci aiuta ad essere più produttivi e, cosa da non sottovalutare, ci da una mano a livello emotivo. Camminare è spesso essere utile per allontanarsi da uno stato d’animo negativo che riduce la capacità di uscire da uno stato depressivo, ci si libera dai pensieri negativi o da emozioni dolorose che sono spesso causa dello stress con il quale siamo soliti convivere. Riuscire a camminare almeno un’ora al giorno, come ho scritto più volte in questo Blog, è una delle medicine migliori per persone che vivono stati di ansia o stati depressivi, o sono semplicemente affaticati e stressati. L’ideale sarebbe poter camminare all’aria aperta, in mezzo alla natura, in modo da staccarci dalla frenesia quotidiana e ripristinare un contatto postivo con i nostri pensieri e le nostre emozioni. Viviamo costantemente una vita difficile, fatta di orari, appuntamenti, corse. Insomma, mai come in questi anni l’uomo ha dovuto combattere più contro lo stress che contro un nemico visibile. Non abbiamo più le fiere feroci che fanno scattare la molla del “fight or flight” (combatti o scappa) dei nostri antichissimi progenitori, ma il cortisolo e l’adrenalina li produciamo comunque, ma poi non riusciamo a metabolizzarli. Perché quando al semaforo ci arrabbiamo per uno che magari ci taglia la strada, dopo la scarica di adrenalina e la liberazione di cortisolo, cosa ce ne facciamo del glucosio liberato nel sangue? Nulla, perché continuiamo a rimanere seduti in macchina. Un tempo quello stesso cortisolo si liberava se venivamo attaccati da qualche belva feroce, e quindi dovevamo scappare, e di corsa, o combattere. In ogni caso quel glucosio liberato lo consumavamo eccome. La nostra mente e il nostro corpo vivono, oggettivamente, una vita difficile, a causa dello stress a cui li sottomettiamo ogni giorno. Così, se manca l’esercizio fisico, il nostro cervello diventa più lento, pigro, depresso e ansioso. Camminare ci permette di liberare la mente e di avere contatti positivi con nuovi stimoli che possono essere molto gratificanti. Il nostro corpo è stato programmato per muoversi e, quando riesce a farlo, la nostra mente lo apprezza. Con un esercizio semplice come il camminare, possiamo liberare la mente e a schiarirci le idee, relativizzre i nostri problemi, guardarli sotto un’altra luce, entrare maggiormente in contatto con il nostro io più profondo. In poche parole, una semplice camminata quotidina, oltre a farci perdere pian pianino quei rotoli di grasso accumulati sulla nostra pancia, può aiutarci moltissimo a trovare quell’equilibrio psicologico che ci permette di affrontare la vita con maggiore serenità.