Io corro da solo

Io più o meno corro sempre da solo e, anche nel passato, ho corso sempre da solo, a parte sporadici periodi nei quali ho avuto l’opportunità di godere del piacere di allenarmi con altri amici.
Lo so, molto spesso allenarsi da soli può essere difficile. La presenza di uno o più compagni può essere di stimolo e di aiuto. Soprattutto per partire. Per essere sicuri, avendo un impegno con qualcun altro, di non mancare l’allenamento, attratti ferocemente dal divano, dopo una stancante giornata di lavoro.
In ogni caso, credo che correre in solitudine sia molto importante per impostare il proprio ritmo di corsa, ascoltando soltanto il proprio corpo.
Quando ci si allena con altri compagni, soprattutto se molto ben allenati, si viene spronati nei momenti inevitabili di calo. Inoltre poter chiacchierare con qualcuno durante la corsa, distraendosi dal pensiero dei chilometri che mancano ancora alla fine dell’allenamento, ha quasi un effetto doping, esattamente come la musica nelle orecchie.

Correre da soli, però, presenta dei vantaggi che non sono sottovalutabili, io ne ho trovati cinque, magari voi ne potrete individuare altri.

Primo
Il primo fra tutti, sicuramente è quello di imparare ad ascoltare il proprio corpo e i segnali che questo ci manda.
Segnali che, correndo in gruppo, vengono confusi nel “rumore” circostante. E’ importante imparare ad ascoltare il proprio respiro. Capire se è affannato, se è coordinato con il ritmo della corsa.
Troppo spesso, bombardati da articoli tecnici scritti per gli atleti professionisti, ci affidiamo strettamente a piani e tabelle, senza ascoltare i segnli che il nostro organismo ci invia. Non corriamo per battere primati, non siamo macchine da competizione. Corriamo molto spesso per eliminare lo stress e, invece, ne accumuliamo altro, imponendoci ritmi che in quel momento non vanno bene.

Secondo
Il secondo vantaggio è quello di poter capire se il passo e il ritmo sono quelli giusti.
Anche allenandosi con persone con le stesse capacità, cosa estremamente rara e difficile, non tutte le giornate sono uguali. I bioritmi di ognuno sono diversi da quelli degli altri, i piani di allenamento, i periodi, le eventuali gare, non sono quasi mai uguali. Pertanto, allenandosi con dei compagni è necessario adeguare i propri ritmi a quelli del gruppo. Quando si corre da soli non è necessario coordinarsi con nessun altro che con se stessi. Se il corpo ci chiede di rallentare lo si può fare senza influenzare la corsa di nessun altro.

Terzo
Chi corre da solo decide per quanto farlo, sia in termini di tempo che di lunghezza del percorso. Chi si sta preparando specificatamente utilizza dei piani o delle tabelle, ma molto spesso la corsa non è legata a fattori prestativi e, quindi, si può decidere la distanza da correre, senza doversi adattare alle esigenze di allenamento del proprio compagno. Un giorno si può essere più stanchi e rientrare prima e un altro, invece, avere voglia di far girare le proprie gambe ancora per qualche chilometro. Ripeto, non corriamo per aumentare le prestazioni, ma per stare bene con noi stessi.

Quarto
Raggiungere un obiettivi che ci si era posti è sempre motivo di soddisfazione. Correre da soli ci permette sia di individuare degli obiettivi personali, sia di misurarsi soltanto con questi.
Inoltre, misurandosi esclusivamente con se stessi, è necessario trovare dentro di se la forza per riuscire a raggiungere l’obiettivo.
Certo, qui qualcuno potrebbe obiettare che in questo modo potremmo essere soddisfatti di risultati troppo bassi in termini assoluti. E allora? Qui non siamo in un blog per potenziali campioni olimpici, dobbiamo sempre ricordarci che lo scopo del movimento è quello di stare bene con noi stessi. Quindi, migliorare la propria autostima con il superamento di obiettivi assolutamente personali, non può che farci star bene. Correre da soli ci permette di focalizzare la mente su ciò che stiamo facendo, ci aiuta a trovare la giusta concentrazione e a tenere lontani tutti i pensieri negativi che possono rendere inutile, sotto il profilo mentale, lo sforzo fisico che stiamo facendo.

Quinto
Ultimo motivo, ma per questo non meno importante, il contatto con l’ambiente.
Viviamo sempre chiusi in delle scatole, che si chiamino casa, automobile, ufficio. Abbiamo veramente pochissime occasioni di rimanere a contatto con l’ambiente che ci circonda. Chi è più fortunato potrà correre direttamente nella natura, immergersi nel silenzio, che silenzio vero non è mai. Ascoltare i suoni, aspirare i profumi, ritornare in contatto con quell’uomo primitivo che è in noi, ma che soffochiamo con i ritmi e la vita dei nostri giorni. Correre in gruppo non ci permette di apprezzare l’ambiente che ci circonda.