Lazzaro: alzati e cammina !!!

Siamo a fine ottobre, le giornate si stanno vistosamente accorciando, le foglie cadono dagli alberi e sono trascinate dal vento che inizia a mostrare la sua faccia invernale. Gli agonisti hanno definitivamente archiviato la stagione e stanno pensando alla pianificazione della prossima, mentre chi fa movimento soltanto per mantenersi in salute, inizia a sentire il richiamo della cuccia. Le sere sono lunghe e buie, la casa è calda e, diciamocela tutta, si sta meglio che in strada.

In questo periodo, più che in altri, si può raggiungere una fase di stallo, un rifiuto dello sforzo fisico e si rischia di perdere completamente le motivazioni che ci avevano portato a raggiungere quel benessere fisico cui tanto anelavamo e che, con l’avanzare degli anni, è sempre più difficile da riconquistare.

Quando questo accade diventa molto difficile riuscire scollarsi dal divano e riprendere, pertanto vorrei darvi una mano con alcuni consigli che, negli anni, mi sono serviti proprio in queste situazioni. Come sempre non si tratta di dogmi, ma di tre semplici pillole di esperienza che mi sento di condividere con i lettori di questo Blog.

  1. Chi trova un amico trova un tesoro
    Se anche i campioni, per avere gli stimoli giusti, sono dotati di squadra e di allenatore, forse noi faremmo bene a cercare qualche amico con cui condividere le nostre fatiche.
    Avere qualcuno con il quale ci siamo impegnati e che, a sua volta, si è impegnato con noi, anche se fuori pioverà o ci sarà la nebbia, ci sentiremo in dovere di uscire a prenderlo e anche lui farà lo stesso. Il problema è scollare il sedere dal divano. Non si tratta di masochismo, una volta all’aperto e mossi i primi passi, ci renderemo conto di stare bene e saremo contenti di averlo fatto. E rientrati a casa gioiremo del benessere di esserci mossi. Il problema è uscire, e un amico può aiutarci a farlo.
  2. L’aria aperta è sempre la migliore alleata
    C’è qualcosa che non funziona, secondo me, in una società in cui le persone prendono la macchina, fanno diversi chilometri nel traffico, per andare in una palestra a correre su un tapis roulant. La corsa credo sia, assieme alla camminata, l’attività fisica minimale. Non abbiamo bisogno di niente, in certi casi nemmeno delle scarpette, e uscire all’aria aperta, dopo aver magari trascorso tutta la giornata in un ufficio, non può farci che bene, stimolare i nostri cinque sensi e liberarci da quello stress che ci sta condizionando la vita. Quindi lasciate perdere le palestre, sono state create per altri scopi. Uscite e correte nella natura, o anche per la strada, sempre meglio che in una stanza chiusa.
    Una variabile potrebbe anche essere la piscina perché, anche se è in un luogo chiuso, può avere lo stesso effetto dell’aria aperta, grazie al contatto sensoriale con l’acqua.
  3. Gli obiettivi sono la chiave di volta
    Se i campioni, per darsi delle motivazioni, a questo punto cercano e si pongono degli obiettivi, perché non dovremmo farlo anche noi? Certo non programmeremo la corsa di una maratona o la partecipazione ad alcun campionato del Mondo, ma qualsiasi obiettivo che ci poniamo fa visualizzare un percorso al nostro cervello. E il cervello, per funzionare bene ha bisogno di visualizzare percorsi, che si trasformano in motivazioni.
    Per cui cerchiamo degli obiettivi raggiungibili e vediamo di impegnarci per raggiungerli. Le motivazioni trovatele dentro di voi. Volete alare qualche etto? Volete partecipare alla corsa nei sacchi della festa del paese, nella quale lo scoro anno non avevate neppure il fiato per entrare nel sacco? Volete correre in primavera la vostra prima 5 km? Tutto va bene, importante che gli obiettivi siano raggiungibili, altrimenti il vostro cervello capirà che volete fregarlo e non vi aiuterà, e stimolanti, in modo che sempre il cervello sia eccitato da questa impresa che state preparando.
    Vedrete che uscire di casa sarà molto più semplice e durante la giornata non vedrete l’ora che arriva il momento di poter infilare le scarpette ed iniziare a correre.E per finire ricorda sempre che non esiste un momento giusto. Il momento giusto è ora.