A Carnevale ogni sgarro vale

Sarebbe dovuto essere un weekend all’insegna dello sport e della famiglia.
I miei figli sono arrivati giovedì sera da Londra e in programma c’era uno splendido fine settimana sulle nevi del Monte Elmo, in Val Pusteria.
Già il fatto che giovedì fossimo ad aspettarli all’aeroporto di Trieste mentre loro atterravano a Treviso avrebbe dovuto farci sospettare quello che la sorte aveva in serbo per noi.
Venerdì mattina, infatti, mio papà è caduto ed è stato ricoverato all’ospedale. Non entro nei dettagli della questione, ma è chiaro che, in una situazione del genere, i programmi saltano tutti.
Un weekend passato, quindi, diviso tra casa e l’ospedale, con soltanto due digressioni, una di un’oretta e mezza in piscina al sabato e una per una corsetta defatigante di 45′ alla domenica.
Tempo per dedicarsi alla vita di famiglia e, soprattutto, agli sgarri. Chissà perché quando il livello di stress si innalza sopra soglia, sento un fortissimo bisogno di zucchero. Lo so che non va bene, ma andate voi a dire ad un drogato, in crisi di astinenza, che farsi una pera fa male.

Questo articolo, infatti, non sarebbe mai dovuto comparire in questo Blog che si occupa principalmente di benessere e che dovrebbe mettere in guardia dall’alimentazione sbagliata e da modelli di vita sregolata.
Ma che cosa sarebbe la vita senza qualche sgarro di tanto ini tanto?
Ho fatto lo stesso discorso per il Panettone, la Colomba, e in generale per tutti i dolci della tradizione. Dolci che, appunto, si gustano soltanto una volta all’anno, in occasione di un determinato periodo e poi li si aspetta per il resto dell’anno.
Siamo in Carnevale e questo è il periodo dei dolci fritti, le castagnole, le frittole, le frappe, o crostoli e, re tra i re, i krapfen, che si possono chiamare anche bomboloni o berlinesi, a seconda della località di produzione.

Questi che ho fatto io oggi sono proprio dei krapfen, da una delle ricette originali che si tramandano di bocca in bocca e da un libro di ricette all’altro. Niente di personale, se non il desiderio, in questa domenica, di trascorrere alcune ore in famiglia, con le persone a me più care, avvolti dal calore confortante della cucina.

Ecco qui la ricetta con le dosi per 15 Krapfen (realmente oggi me ne sono venuti 18 con queste quantità e, credo, che si potrebbe tranquillamente mantenere un peso di 40 gr prima della cottura, che sarebbero sufficientemente grandi e ne verrebbero molti di più).

Preimpasto
Acqua 175 ml
Farina 250 gr
LdB fresco 5 gr

Impasto
LdB fresco 10 gr
Latte fresco intero 50 gr
Zucchero semolato 65 gr
Tuorli 100 gr
Farina 250 gr
Burro (82% m.g. cremoso) 70 gr
Una bacca di vaniglia
Sale fino 7,5 gr

Procedimento
1. Fare il preimpasto con i tre ingredienti e mettere a lievitare in frigo a +4°C per almeno12 ore (tutta la notte).
2. Sciogliere il lievito nel latte tiepido e mettere nell’impastatrice assieme alla farina.
3. Aggiungere lo zucchero e i tuorli e continuare ad impastare.
4. Quando l’impasto sarà ben amalgamato, aggiungere tutto il preimpasto e lavorare fino alla formazione della maglia glutinica.
5. Aggiungere il sale e la bacca di vaniglia.
5. Ammorbidire il burro “a pomata” e unirlo poco per volta e lavorare fino al completo assorbimento
6. Lievitazione: una volta pronto l’impasto farlo lievitare in una ciotola, per 2 ore ca. a 26°-27°, fino al raddoppio.
7. Formare delle sfere di circa 40-50 gr, mettere su teglia con carta da forno e schiacciare leggermente.
7. Lasciare lievitare a 26°-27°C per 1 ora e mezza.
8. Cuocere in olio di arachidi a 175°C, 4 minuti circa, girandole due volte per parte.
9. Sgocciolare e mettere su carta assorbente.
10. Farcire con marmellata di albicocche o crema diplomatica.

Buon sgarro a tutti !!!