Blue Monday

Ieri era il “Blue Monday”. Secondo le statistiche inglesi, questo, per vari motivi, è il giorno più triste dell’anno.
Le vacanze natalizie sono ormai finite per tutti. È il lunedì in cui si inizia veramente a lavorare e si rientra nella routine settimanale. La scorsa settimana è trascorsa a raccontare ai colleghi, e farsi raccontare, come sono andate le ferie.
In questi giorni ci attendiamo l’estratto conto della carta di credito e siamo pentiti di tutti quei soldi che, portati dall’euforia, abbiamo speso durante il periodo natalizio. Ma soprattutto oggi è il giorno in cui ci rendiamo conto che tutte le promesse che ci eravamo fatti per il nuovo anno, vengono puntualmente disattese.

Mettersi a dieta, calare almeno quei tre-quattro chili di grasso che abbiamo accumulato durante le feste, riprendere quel programma di corsa per principianti, andare in palestra con regolarità, prendere il lavoro con più calma e cercare di arrabbiarsi di meno.

Ecco, questo è il momento giusto per iniziare a fare qualcosa. Come per tutti i grandi artisti, la tristezza sarà la nostra musa, la fonte della nostra creatività.
Non siamo più tranquilli, su un divano o davanti ad un caminetto acceso a godere delle serene giornate natalizia. Siamo rientrati nel vortice della nostra realtà quotidiana, in questo preciso momento possiamo veramente pianificare il nostro tempo, definire i nostri spazi da dedicare allo sport, alle attività extralavorative, alle relazioni. Guardare dentro alla dispensa e ripulirla di tutti quei prodotti che sappiamo farci del male e che non dovrebbero mai essere lì.
È il momento di impostare il piano alimentare, in accordo con tutta la famiglia, perché se un piano non è condiviso non potrà mai funzionare. Ed è il momento, visto che ci siamo dentro, di capre che cosa fare per migliorare la nostra vita lavorativa, come comportarci, che cosa evitare, per poter diminuire le tensioni e abbassare lo stress.
Siamo in battaglia, ed è in battaglia che si definiscono le vere strategie per poterla vincere. I piani fatti a tavolino possono funzionare soltanto finché non ci confrontiamo con gli altri, il mondo esterno, i nostri avversari.
Forza, bando alla tristezza e cerchiamo di essere dei generali che vincono le proprie battaglie.