La linea di partenza

Si chiama linea di partenza perché è da lì che, secondo la visione comune, inizia una gara. Ma ci abbiamo mai pensato che, in effetti, quella linea lì è già un punto di arrivo?

La gara, secondo, me, ha due componenti fondamentali che sono la sfida contro gli altri concorrenti e quella molto più importante che è la sfida con se stessi.

La sfida con gli altri, effettivamente, inizia da lì, da quel momento eterno in cui si attende lo sparo dello starter che libera l’adrenalina nel sangue e fa mettere in movimento tutti i muscoli del corpo. Una lotta ancestrale che ricorda i combattimenti che l’uomo ha fatto nei milioni di anni della sua esistenza, per garantirsi la sopravvivenza. La gara viene corsa sui propri avversari, dando fondo a tutto quello di cui ci ha dotato madre natura, i geni della nostra stirpe ma, soprattutto, quello che abbiamo allenato nei mesi e addirittura negli anni precedenti quel momento.

Ma la vera lotta, la lotta con se stessi nasce molto prima, ed è quella che ci permette di essere lì, presenti, sulla linea di partenza.

Soprattutto dopo una certa età, quando ormai il nostro fisico non ci permette più di competere ad armi pari con i concorrenti più giovani, quelli che in quel tempo hanno il naturale diritto di gioire del loro momento di gloria, la motivazione cala, inizia una china discendente che ci fa accettare passivamente il declino fisico.

Non è una condizione fisiologica, ma una condizione psicologica. Non è un declino in termini assoluti, ma si tratta di un declino relativo. In quel momento è importante capire che l’avversario non è, per così dire, esogeno, un avversario esterno, ma si tratta di un avversario endogeno, il nostro corpo e la nostra psiche. Non dobbiamo più combattere contro gli altri, ma dobbiamo prendere in relazione noi stessi.

Darsi degli obiettivi raggiungibili è il primo passo per riuscire a mantenersi vivi, a stimolare il proprio fisico, ad ostacolare il declino fisico, e la linea di partenza potrebbe proprio essere il nostro obiettivo.

Pensare e programmare la nostra attività sportiva, riuscire ad incastrare gli allenamenti necessari all’interno dei nostri numerosi impegni, lavorativi, relazionali, familiari, è il primo passo per poter pensare di essere presenti su una qualsiasi linea di partenza, con la coscienza a posto e la convinzione di poter sostenere lo sforzo di quella gara e di poter arrivare poi freschi al traguardo.

Una gara con noi stessi, un sforzo per riuscire a battere l’attrazione magnetica del divano, la convinzione che ormai non abbiamo più l’età per sostenere degli inutili sforzi, per essere presenti su una inutile linea di partenza.

Un obiettivo quindi, la linea di partenza, per vivere la vita appieno finché la natura ce lo permetterà.

 

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