Non guardare indietro

“Mai guardare indietro o si cade giù per le scale”
Questa frase di Rudyard Kipling, l’autore del Libro della giungla, ci introduce ad un argomento delicato che diventa ancora più delicato quando si è arrivati ad una età in cui il tempo che abbiamo alle spalle è molto più lungo di quello che ci attende nel futuro.

La vita è fatta di successi e di fallimenti. Vale per tutti. Nessuna persona che abbia vissuto è neutrale rispetto a questo argomento.

Nella lingua italiana il termine “successo” ha due valenze. La prima, quella che ci viene in mente subito è un sostantivo che significa (cito da Treccani) “buon esito”, la seconda è il participio passato del verbo succedere, ed è quindi sinonimo di “accaduto”. Pertanto tutto quello che è accaduto, è “successo”, ci ha portato esperienza, quindi, per estensione, anche i fallimenti sono un successo, perché nel bene o nel male, ci hanno insegnato qualcosa.
Anche dalle esperienze più negative si acquisisce più forza e più maturità.

Non guardare indietro a quanto accaduto nel passato, è una delle regole della serenità. Molti dicono sia la chiave della felicità. Felicità mi sembra oggettivamente una parola grossa, ma serenità ci può stare. E poi chissà. Se potessimo tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosa, chissà se veramente cambieremmo la nostra vita in meglio.

Provate a pensare a Cenerentola, se fosse ritornata indietro a recuperare la scarpina (magari era un Loubutin costosissima e lei c’è stata male per settimane per averla persa) non sarebbe mai diventata principessa.

Per cui il mio consiglio e di cercare di guardare in avanti, alla strada che abbiamo il privilegio di poter ancora percorrere. Guidereste un’automobile guardando lo specchietto retrovisore? Ecco, allora sguardo fisso sul futuro, ottimismo e entusiasmo per tutte quelle cose che ancora avremo modo di fare nella vita.

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