L’allenamento su rulli e tapis roulant

Si sa che le mezze stagioni non esistono più. Sabato scorso, ad ottobre quasi finito, assieme ai compagni di squadra abbiamo festeggiato il compleanno di un amico andando tutti a farci una bella nuotata di due chilometri in mare, mentre oggi sono rintanato al calduccio sotto alla trapuntina nel mio letto, che guardo fuori dalla finestra, la quercia che inesorabilmente sta perdendo una foglia dietro l’altra trasportate da un vento impetuoso.

Pertanto ieri ho ufficialmene inaugurato l’inizio della stagione di tapis roulant e rulli.
Si lo so che sto per affrontare un argomento controverso e delicato, che mi potrà far perdere diversi amici, ma dell’uso di questi strumenti, nella stagione invernale, non si può fare a meno di parlare.

Comunque si pensi, treadmill (tapis roulant) e rulli hanno tutte le carte in regola per diventare i migliori alleati dell’allenamento invernale. Non è tanto perché i prossimi quattro mesi saranno freddi. Il problema, secondo me, è che saranno oscuri e piovosi. Si andrà e si ritornerà dal lavoro con il buio e sarà veramente difficile riuscire ad avere il coraggio di calzare le scarpette da running (di inforcare le bici di notte non se ne parla nemmeno) e buttarsi a correre nelle tenebre bagnate dopo una lunga giornata di lavoro. Il richiamo di tv e divano saranno più potenti delle Sirene nell’Odissea.

Questi attrezzi, sempre più amati da molti, ma rifiutati dai più, consentono di anticipare o posticipare anche di molto la sessione allenante a prescindere dalle ore di luce, rendendo casalingo e, quindi, più sicuro l’allenamento. Per quanto mi riguarda, l’acquisto del ciclomulino è stato uno dei pochi investimenti ciclistici non osteggiato da mia moglie. Rimasi allibito della sua pronta adesione alla spesa e quando ebbi il coraggio di chiederle come mai, la risposta fu spiazzante quanto lucida: “Almeno so che pedalerai in garage, dove raramente passano i TIR”.

Infatti è proprio la difficoltà di conciliare gli orari di allenamento con la situazione climatica e la relativa sicurezza, che spinge sempre più sportivi ad investire nell’acquisto di questi due strumenti per l’indoor training.

Le statistiche che si leggono riferiscono che il popolo degli atleti indoor è attivo non soltanto in pausa pranzo o alla sera, ma spesso anche all’inizio della giornata lavorativa, con un allenamento precoce, molto spesso a digiuno, per cercare di sfruttare i vantaggi del ciclo circadiano, la scarsità di glicogeno e il basso livello di insulina in circolo, con la speranza di andare ad intaccare i grassi accumulati.

Due sono i grossi problemi da affrontare nell’utilizzo di queste attrezzature, il primo è sicuramente la noia, il secondo la forte sudorazione indotta.

Iniziamo dal secondo dei problemi. La mancanza di ricambio d’aria, contrariamente a quanto avviene normalmente nella corsa all’esterno, crea inevitabilmente, in pochissimi minuti di sforzo, un ambiente caldo/umido che può diventare insopportabile, tanto da far rimpiangere l’aria gelida dell’esterno. Il suggerimento è quello di installare un ventilatore, va benissimo una cineseria da quattro soldi, in modo da tentare di abbassare quanto più possibile la temperatura corporea. Ovviamente va considerata una corretta reidratazione costante, con acqua o sali minerali, durante l’esercizio.

E adesso arriviamo al punto focale della questione. Se ci alleniamo per correre a piedi o in bicicletta, significa che siamo degli amanti degli sport outdoor, altrimenti saremmo qui a parlare di tirar su pesi in palestra. Pertanto, il problema più grosso è sicuramente la noia terribile che prova chi si allena su questi strumenti di tortura.

Io credo che per usare tapis roulant e rulli sia necessaria una forte motivazione. Non si tratta più di andare a fare una corsetta e prendere una sana boccata d’aria o a portare a spasso la bicicletta in mezzo ai profumi della primavera. Qui si deve necessariamente parlare di allenamento, di tabelle, di pianificazione e, soprattutto, di obiettivi. Credo che senza degli obiettivi concreti sia veramente difficile pensare si salire su questi strumenti e correre o pedalare con davanti una parete bianca.

Personalmente, per poter accettare lo sforzo indoor, utilizzo TrainingPeaks e Zwift. Training Peaks è uno strumento, come diversi altri esistenti sul mercato, che serve a pianificare i propri allenamenti in modo “scientifico”, ne parleremo in un altro articolo.
Zwift, invece, è una specie di videogioco, un software progettato per l’indoor cycling che, attraverso i sensori del rullo, che misurano cadenza, potenza e battiti cardiaci, permette di visualizzare su uno schermo il nostro andamento e di sfidare con un avatar gli altri utenti sparti in giro per il mondo e connessi via Internet sullo stesso percorso.
Personalmente Zwift lo uso in modo parziale. Ci scarico sopra il mio allenamento programmato di TrainingPeaks e mi serve soltanto per non sentirmi da solo. Un po’ come quando per strada vieni superato o incroci altri ciclisti che stanno pedalando. Non sono con te, ma ti senti lo stesso in compagnia.

Ma, per il ciclismo, ci sono tantissime altre App compatibili con rulli, che l’allenamento casalingo ti può portare sulle strade delle più famose prove ciclistiche internazionali. Per i tapis roulant è diverso, perché soltanto da poco si sono evoluti e sono ancora molto pochi gli attrezzi collegabili ad applicazioni, e quelli che lo sono hanno ancora costi proibitivi.
Personalmente, su entrambi gli strumenti, cerco di programmare le ripetute e le sessioni di sviluppo della forza. Sessioni relativamente brevi, inferiori o al massimo di un’ora, da svolgere nel corso della settimana. I lunghi li lascio per il weekend, quando, qualsiasi siano le condizioni atmosferiche, una corsa di più ore con l’aria in faccia, non me la toglie nessuno.

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