Scilla e Cariddi, vi rispetto ma non vi temo

Esattamente al centro dello Stretto

“L’altro scoglio, più basso tu lo vedrai, Ulisse, vicini uno all’altro, dall’uno potresti colpir l’altro di freccia. Su questo c’è un fico grande, ricco di foglie; e sotto Cariddi gloriosamente l’acqua livida assorbe. Tre volte al giorno la vomita e tre la riassorbe paurosamente. Ah, che tu non sia là quando riassorbe” (Odissea, canto XII)

Sin dai tempi più remoti, lo stretto di Messina è stato un luogo ricco di suggestione e di fascino, che ha contribuito a creare i tanti miti ad esso connessi. La navigazione dello Stretto, infatti, ebbe nell’antichità una bruttissima fama e realmente presenta notevoli difficoltà, specialmente per le correnti rapide ed irregolari e per i venti che spirano violenti e talvolta in conflitto tra loro.

A volte, le correnti raggiungono alte velocità e scontrandosi danno luogo a enormi vortici che sicuramente terrorizzavano i naviganti. I più noti sono quello che gli antichi chiamarono Cariddi (colei che risucchia), che si forma davanti alla spiaggia di Torre del Faro, a Messina e l’altro Scilla (colei che dilania), che si forma sulla costa calabrese da Alta Fiumara a Punto Pizzo. Questi due vortici famosi derivano dall’urto delle acque contro Punta Peloro e Punta Torre Cavallo.

La attraversata a nuoto dello Stretto di Messina era un sogno che cullavo fin da bambino, quando leggevo i miti di Scilla e Cariddi, anche se mai avrei creduto di poterlo realizzare. Quando decisi di tentare l’impresa, nel dicembre del 2018, però, ho pensato che sia giusto dare un senso più ampio ad una azione personale, pertanto ho aperto una raccolta fondi a favore del progetto “End Polio Now” del Rotary International, che si propone di eradicare il virus della Poliomielite.
Da oltre trent’anni il progetto del Rotary “PolioPlus”, divenuto negli ultimi anni “End Polio Now” si prefigge di eliminare la poliomielite a livello globale. All’appello dei Paesi polio-free mancano soltanto Afghanistan e Pakistan, che hanno già registrato una decisiva diminuzione dei casi di polio tra la popolazione.

Siamo ad un passo dalla realizzazione finale. Entro il 2020 il progetto dovrebbe concludersi, ma i tanti volontari che vi operano hanno bisogno del nostro supporto, per questo ho pensato di associare la mia nuotata attraverso lo Stretto di Messina ad una raccolta fondi in favore di questo Service.

In occasione del 25ennale della fondazione del Rotary Club Monfalcone-Grado, del quale mi onoro di essere socio e di esserne stato Presidente nell’annata 2011-2012, ho deciso di mettermi in gioco e di lanciare una sfida, utilizzando l’attraversata a nuoto dello Stretto, per sensibilizzare le persone alla grande scommessa di eradicare la Polio e per raccogliere fondi per il progetto. Una bella impresa per aiutare a vincere la sfida ancora più grande, di eliminare questo virus dalla faccia della Terra.

La preparazione è stata intensa. Grazie ad un allenamento specifico, messo a punto e iniziato dopo la conclusione dell’IronMan 70.3 di Sankt Pölten di fine maggio, la mia concentrazione si è fissata quasi esclusivamente sul nuoto, relegando bici e corsa ad attività di supporto e, paradossalmente, di recupero.

I chilometri percorsi in piscina e in mare aperto sono stati 176 in questi pochi mesi, e l’uso di tavoletta, pull buoy, palette, e pinnette, sapientemente dosati dal mio coach Davide Zara, mi hanno dato quella sicurezza necessaria ad affrontare una traversata in mare aperto. I suoi “zitto e nuota” sono stati fondamentali per macinare miglia nautiche e preparare muscoli, cuore, polmoni, ma soprattutto la testa, a questo impegno.

L’organizzazione della traversata è stata della SwimmingTravel ed è stata perfetta. La professionalità dell’amico Luciano Vietri e di tutti i collaboratori, partendo dalla nipote Elisa, per passare al Capo Traversata e ai barcaioli che l’hanno resa sicura è stata impeccabile e qui mi sento di doverli ringraziare tutti.

Ma la cosa sicuramente più bella di questa avventura è stata l’amicizia che si è creata con gli altri atleti che hanno diviso con me queste giornate in Sicilia.

La condivisione di paure e ansie nelle giornate precedenti, passate a scrutare il tempo, a sperare che lo Scirocco desse spazio al Maestrale, che le onde non fossero così alte come nelle previsioni. E poi il momento della partenza, l’attesa del blu profondo, di nuotare in un mare nel quale non vedi cosa c’è sotto, il piacere di farsi cullare dalle onde, la soddisfazione di riuscire a dominare la forza delle correnti e la felicità, la felicità vera, di rivedere il fondo sassoso della costa calabra, di vedere che pian piano le rocce si fanno più vicine fino al momento in cui ci puoi posare i piedi, alzare le braccia e lanciare un urlo di gioia, un urlo liberatore, la gioia profonda di avercela fatta, di esserti posto un obiettivo e di essere nuovamente riuscito a raggiungerlo.

Se vuoi scrivi la storia insieme a me DONA ANCHE TU per porre fine alla POLIO una volta per tutte!

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