Ho sciolto il voto

Oggi vi racconto una bella storia. O perlomeno a me sembra bella. Quando nell’estate del 1974, avevo appena completato la quarta liceo, i ragazzi della VB che quell’anno si erano diplomati, erano finiti sulle cronache del giornale quotidiano locale perché avevano sciolto un voto. Prima dell’esame di matura, infatti, avevano fatto il voto che, se fossero stati promossi, sarebbero saliti a piedi a Monte Santo, un santuario che allora, pur essendo vicino a Gorizia, era in Jugoslavia.
Una volta appreso di essere stati promossi, effettivamente avevano intrapreso l’ascesa del monte, avevano sciolto il voto ed erano finiti sul giornale.
L’anno successivo, io e alcuni dei miei compagni di classe, la mitica VB, non volevamo essere da meno e, dopo un anno trascorso tra dibattiti politici, occupazioni della scuola, scontri dialettici tra varie fazioni e un sano fancazzismo tipico degli ultimi anni dell’adolescenza, non volemmo essere da meno, anzi rilanciammo. Mi ricordo che, tra una birra e l’altra al Falegname (tipico ritrovo degli studenti dell’epoca) facemmo voto che, se fossimo stati promossi, saremmo andati a nuoto all’Isola di Barbana, noto santuario mariano nella laguna di Grado.
Ovviamente, come molto spesso succede, non lo facemmo mai, impegnati com’eravamo a trovare la nostra strada nei percorsi spesso tortuosi che la vita ti presenta.
Ieri, però, quel voto l’ho sciolto. Per la verità, approfittando della Let’sGoBarbanade, prima edizione di una gara di nuoto in acque libere, ho nuotato da Barbana a Grado (e non viceversa), ma vi garantisco che, prima di iniziare a nuotare, sono entrato nel Santuario a chiedere sia la commutazione del percorso, sia la possibilità di estendere spiritualmente tale prestazione a tutti i compagni che allora, assieme a me, avevano espresso il voto.
Appena appresa la notizia, sembra che i miei vecchi (in tutti i sensi) compagni di Liceo, con i quali grazie a Whatsapp, a 45 anni dalla matura, ci diamo il buongiorno, la buonanotte e ci scambiamo vignette imbarazzanti per gente della nostra età, siano stati sollevati da un peso che avevano portato sull’anima per tutti questi anni (per i voti alla Madonna non ci sono termini di prescrizione). Pertanto tutto è bene quel che finisce bene. Peccato soltanto che questo malefico 2020 ci abbia finora impedito di festeggiare degnamente i 45 anni dalla nostra Maturità istituzionale. Per quella vera, mi sa che non ce la faremo mai

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